Chi ha, almeno una volta, presentato le liste per una tornata elettorale sa bene quale tensione ci sia, quanta confusione o meglio, concitazione, regni in quei momenti. Ci sono davvero montagne di fogli, di timbri, di firme, di documenti. Chi, almeno una volta, ha presentato le liste, sa.
Noi non c'eravamo e non vogliamo giudicare, nè difendere, nè criticare e questo indipendentemente dal colore della lista che si andava a presentare.
Quello che però pensiamo è che, se da una parte le regole sono poste a difesa della democrazia, le stesse regole non possono che essere interpretate a favore e non contro la democrazia.
Ci piace ora citare le parole del Presidente Napolitano:
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - "per abbandono dell'avversario" o "a tavolino". E si era anche da più parti parlato della necessità di una "soluzione politica": senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè "frutto di un accordo", concordata tra maggioranza e opposizioni?
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia. In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all'autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall'altra parte.
Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti.
L'intero intervento è sulla home page del sito www.quirinale.it
Detto questo, ci sembra giusto ora riportare l'attenzione sui temi della campagna elettorale per le regionali: il lavoro, la sanità, i trasporti, l'energia.
Il confronto, tra noi del centro-destra e gli altri candidati del centro-sinistra e delle altre coalizioni che partecipano alla consultazione elettorale, torni su questi temi; saranno gli elettori a giudicare il tutto.
D.A.